Quali politiche giovanili e culturali per Arezzo?
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ABBIAMO DELLE IDEE E DELLE COMPETENZE E RIVENDICHIAMO IL DIRITTO AL LIBERO CONFRONTO ED ALLA PARTECIPAZIONE, possiamo non essere daccordo con alcune decisioni, con le risorse spese per alcuni eventi, con le modalità con le quali tali decisioni vengono prese. Sappiamo che tutti coloro che vogliono modificare qualcosa spesso vengono percepiti come arroganti (specie da chi teme ogni cambiamento) tuttavia il nostro unico intento è cercare di favorire una nuova primavera della nostra città. Un intento da raggiungere con toni pacati, con modalità corrette, con forme pubbliche, civili, mature e trasparenti.
Rappresentiamo tante e diverse idee di cui approfittare, tante e diverse professionalità da usare, siamo energia, competenze e intelligenzasiamo opportunità per migliorare ed abbellire la nostra città, allietarla, farla crescere, sviluppare (anche economicamente), diventare più attraente per il turismo, più interessante da vivere per i giovani (anche da Arezzo cè la fuga dei cervelli), più stimolante per gli adulti.
Riteniamo che ogni cittadino possa esprimere il proprio dissenso e crediamo anche che quando in un territorio la maggioranza degli addetti ai lavori di un settore esprime il proprio disagio rispetto a delle politiche e a delle modalità di relazione occorra aprire una seria riflessione ed esaminare serie ipotesi di cambiamento.
Le forti perplessità che ci accomunano riguardano:
linsoddisfazione rispetto ad una complessiva politica culturale e ad una politica relativa ai giovani nel nostro territorio; non riusciamo a comprenderne la logica, il filo rosso, gli obiettivi, la pianificazione pluriennale.
la comune avversione a scelte calate sempre dallalto senza una progettualità visibile, senza un percorso, senza che si capisca il perché delle scelte complessive.
Molte delle associazioni coinvolte lamentano anche di essere state trattate in modo inadeguato da parte di alcuni amministratori a prescindere dallesito delle loro proposte, di non riuscire a comprendere come e dove siano state spese risorse pubbliche, con quali criteri vengano fatte determinate scelte (non sopporteremo isolamenti di singole realtà, non ci lasceremo soli, reciprocamente).
Ci sembra che alla prova dei fatti la politica degli eventi sia incarnata anche in questa legislatura senza che, peraltro, questo abbia portato a grossi risultati mediatici, turistici e/o economici né ad una crescita culturale nella nostra società civile.
STIAMO CHIEDENDO DI SPIEGARE IN CHE DIREZIONE SI VOGLIA ANDARE E COME.
Siamo fermamente convinti di essere risorse da non sottovalutare, stiamo chiedendo di non fermarsi alle buone intenzioni.
Siamo accomunati dalla certezza che fare meglio sia possibile e doveroso, che la meritocrazia, la qualità dei progetti, la partecipazione, e la professionalità siano valori e che in presenza di una politica chiara sia concretamente possibile per le realtà operanti in questi settori fare (o scegliere di non fare) delle proposte e/o criticare civilmente una linea che non convince, in assenza di una politica esplicitata si rischia che le relazioni si personalizzino, si centrino soltanto su simpatie/antipatie, sullessere o meno organici a progetti e idee di qualcuno. Si rischia che idee nuove e forti, energie creative, opportunità di crescita e sviluppo al servizio della città e della comunità, non trovino nella politica uno strumento di aiuto, di valorizzazione e sostegno, ma, viceversa, uno scoraggiante ed incomprensibile ostacolo.
Vogliamo affermare, con forza, che non siamo disponibili a proseguire con queste modalità, vogliamo affermare, con forza, che il lavoro di molte delle nostre realtà è meritorio.
Vogliamo affermare, con forza, che rappresentiamo, proprio per le differenze di cui siamo portatori, una ricchezza inestimabile per questa città dal punto di vista della crescita dei singoli e delle comunità ed anche dal punto di vista economico. Crediamo che meritino consenso gli amministratori capaci di affrontare il dissenso, il confronto e le critiche e farne tesoro, in ogni caso, a maggior ragione quando vengono da rappresentanze così folte, allora potrebbero davvero dimostrare di essere adeguati alla responsabilità che hanno, letimologia di responsabilità infatti porta con sé il significato di DARE RISPOSTA.
QUALE POLITICHE GIOVANILI E QUALI POLITICHE CULTURALI per IL FUTURO DI AREZZO? Lo chiediamo a voi, NOSTRI amministratori.
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