Per una politica della felicità: istituire le doparie, le primarie dopo le elezioni su decisioni di governo
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Studi scientifici sulle emozioni dimostrano che gli istituti di democrazia diretta incrementano la felicità personale: i cittadini svizzeri sono più soddisfatti nei cantoni dove possono influenzare maggiormente le decisioni politiche. Ci vorrebbe in Italia un nuovo strumento di partecipazione democratica allargata, che riavvicini gli elettori alla politica e che consenta loro di provare nuovamente fiducia nei confronti dei politici, senza più considerarli come appartenenti ad una casta privilegiata e intoccabile.
Lo strumento per rispondere validamente alla crisi della politica e alle denunce dellantipolitica sono le DOPARIE, ossia, le primarie svolte dopo le elezioni e vertenti su questioni e decisioni di governo. Il termine "doparie" ha un significato duplice: si collega al termine primarie: mentre le primarie si fanno prima delle elezioni, le doparie si fanno dopo elezioni, quando è maggiore lo scollamento tra politica e problemi dei cittadini; fa venire in mente il fenomeno del doping, però in questo caso si tratta di doping positivo: come il movimento del corpo fa bene al cervello, così i movimenti della società civile e la partecipazione democratica possono aiutare i partiti a governare.
Attraverso una doparia, le coalizioni al potere potrebbero consultare i propri elettori a proposito di questioni non previste al momento della redazione del programma di governo, oppure riguardo a questioni previste dal programma ma che spaccano la coalizione. Si veda, ad esempio, la tassazione al 20\% delle rendite finanziarie, che era presente nel programma dellUnione ma che ha spaccato la coalizione di governo. Una doparia consultiva su questo tema avrebbe degli effetti sicuramente positivi: gli elettori si sentirebbero spinti a interessarsi delle questioni pubbliche e si sentirebbero finalmente coinvolti e ascoltati dai politici per le decisioni più importanti; i politici stessi riacquisterebbero una parte della fiducia degli elettori; il governo avrebbe la forza e il consenso per prendere decisioni difficili.
Ma le doparie oltre a essere consultive, potrebbero anche essere propositive. Qualora i cittadini si accorgessero di un problema sociale per loro importante ma assente dallagenda politica, essi potrebbero spingere la propria coalizione di governo a indire una doparia. Un esempio? Il doppio cartellino dei prezzi in euro e in lire. Se ci fossero state le doparie nel 2002, quando dopo il cambio lire-euro è iniziata la speculazione sui prezzi dei beni al consumo, i cittadini avrebbero potuto costringere i politici a rendere obbligatorio il doppio cartellino, con un chiaro effetto deterrente contro laumento sconsiderato dei prezzi. Altri esempi? L'istituzione di un salario di disoccupazione. La Tav in Val di Susa. L'innalzamento dei fondi per la ricerca scientifica e per la cultura...
Questo strumento di democrazia partecipativa nelle mani dei cittadini costituirebbe una continuazione ideale di movimenti e processi associativi della società civile, che sono nati, sono cresciuti dal punto di vista mediatico e poi sono sfioriti proprio per lassenza di strumenti di partecipazione.
Hanno già aderito alla proposta delle doparie semplici cittadini, politici e intellettuali tra cui Oliviero Beha, Tana de Zulueta, Antonello Falomi, Clara Sereni, Mario Staibano, Clotilde Pontecorvo, Francesco Scardamaglia, Carlo Siliotto, Elio Veltri, Sabrina Paravicini, Gualtiero Rosella, Filippo La Porta, Antonio Di Pietro, Alfonso Berardinelli, Mimmo Locasciulli, Ammazzateci tutti ragazzi di Locri...
Le doparie rappresentano unidea forte di democrazia e una discontinuità effettiva rispetto alla vecchia politica. Un tentativo di cambiamento, con uno slogan divertente:
"Doparie. *Fatti* di vera Democrazia Partecipata". Per creare finalmente una politica felice, noi abbiamo deciso di dargli vita.
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