Al Presidente chiediamo dimissioni per il ministro Brunetta: offende lo Stato
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on. Giorgio Napolitano
Signor Presidente,
i sottoscritti, pubblici dipendenti e non, chiedono a Lei di attuare tutte le iniziative previste alla Sua Carica di Garante della Costituzione e dell'onore dello Stato italiano e di chi lavora per esso,
in considerazione dell'art. 1 della Costituzione che prevede che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro,
e di tutte le disposizioni civili e penali che sanzionano i comportamenti dei cittadini che offendono la Pubblica Amministrazione in maniera volontaria e reiterata,
per evitare l'assurdità di un conflitto di interessi fra Governo e Pubblica Amministrazione,
affinché l'on. Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione del governo in carica, cessi la sua reiterata azione offensiva, denigratoria, fuorviante e pregiudizievole, nei confronti dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Gli stessi sono servitori e non servi dello Stato, sono persone con una dignità che gli viene data sopratutto dal particolare lavoro che esercitano che è, appunto, al servizio dello Stato e della Repubblica, quindi del popolo italiano.
Chiamare i pubblici dipendenti (siano essi statali, parastatali, locali ecc.) con l'appellativo generalizzato di "fannulloni", oppure dichiarare che essi si vergognano nei confronti dei propri figli di essere pubblici dipendenti significa:
a) offendere la Pubblica Amministrazione e quindi lo Stato stesso concepito come Apparato, comportamento intollerabile da parte di un Ministro;
b) offendere la dignità dei lavoratori nel proprio intimo, sfera che nessun governo o governatore può toccare quasi fosse un mobbing generalizzato.
Non nascondiamo che vi sono sacche di inefficenza nella burocrazia italiana, ma la loro riduzione o eliminazione non può essere fatta a suoni di slogan e apparizioni televisive da un personaggio che non rappresenta assolutamente un simbolo di correttezza dal punto di vista della famiglia:
Sarebbe invece auspicabile che tale ministro agisca in maniera adeguata senza preannunciare misue draconiane per conquistare consensi che lasciano il tempo che trovano.
Chiediamo quindi a Lei, signor Presidente della Repubblica, di agire affinché il ministro succitato dia le dimissioni oppure venga richiamato al rispetto di uno dei pilastri fondamentali dello Stato.
Si chiarisce che la sua azione risanatrice viene resa vana dai suoi "spot" quotidiani che creano nel cittadino una forma di odio verso il dipendente pubblico, invece di creare quel rispetto che deve essere dato a chi, spesso, ricopre anche funzioni molto delicate come quelle di controllo sull'evasione fiscale.
Speranzosi in un Suo risolutivo intervento,
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