Chi lavora nel terzo settore (cooperative sociali, associazioni) è costretto ad accettare condizioni lavorative spesso disumane e fuori dalla legge. Gli Enti Locali sono complici di questo sistema appaltando servizi socio-educativi favorendo la lotta al ribasso tra organizzazioni che sfruttano il popolo dei lavoratori a condizioni non più accettabili. La discrepanza tra stipendio percepito e formazione ottenuta e richiesta è ormai intollerabile. Chiediamo che si risolva istituzionalmente tale problematica, fissando delle regolamentazioni che rispettino la dignità della persona e del lavoratore. Non esiste un'organizzazione sindacale di categoria che tuteli questi lavoratori, costretti perlopiù alla rassegnazione e alla mancanza di tempo dovuta alla necessità di incrementare il numero di ore da dedicare al lavoro. Concretamente per avere uno stipendio (da collaboratore a progetto) pari a 1400 euro mensili si è costretti a lavorare più di 40 ore settimanali, mentre con un contratto di assunzione permette di superare a mala pena le 1000 euro mensili. Non vogliamo la ricchezza, ma un adeguamento reddituale dignitoso.