PETIZIONE PER LA LIBERTÀ ARTISTICHE e DI ESPRESSIONE in Forlì

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PETIZIONE PER LA LIBERTÀ ARTISTICHE e DI ESPRESSIONE in Forlì
I firmatori sul questa petizione chiama per la libertà totale di espressione (compreso: tutte le forme di arte e della musica - dipingere, scultura, musica, danza, teatro, letteratura, ecc.; discorso; ecc., e senza dovere acquisire un permesso speciale per farlo, a meno che sia dimostrato che l'attività sia per motivi di lucro o stanno causando un fastidio al grande pubblico) in tutti gli spazi e suoli pubblici di Forlì, Emilia Romagna.
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Informazione:
Io, Jonathan Townsend, cittadino Sudafricano, residente in Belgio, ho suonato per strada in Forlì sulle occasioni numerose durante l'ultimo 25 anni ed è stato sempre consentito fare così - eccetto per una volta circa 6 anni fa, quando sono stato detto da un poliziotto Municipale che avevo bisogno di una licenza per fare così. Quando ho provato poi a fare domanda per una licenza, sono stato detto da un avvocato nell'ufficio di Sindaco che non ho bisogno di una licenza per suonare per strada ma che non dovrei suonare sempre sullo stesso luogo e dovrei muovermi regolarmente. Ho continuato (di una volta all'anno) di eseguire per strada, cambiando il luogo, finora senza i problemi.
Comunque, sul mio ritorno a Forlì quest'anno (su settembre 27) ed anche prima che potessi iniziare a suonare, sono stato detto da una poliziotta Municipale che ho avuto bisogno di una licenza per suonare per strada. Ha menzionato anche che c'era stato un reclamo da una delle negoziante che aveva detto a me di muovere da dove avevo collocato le mie cose in parte per oscurare la sua vetrina che non ha avuto niente dentro, eccetto per un cartello sorpassato che non avevo oscurato. Appena che avevo iniziato a muovermi a un altro luogo quando la poliziotta è apparsa.
Quando ho provato a discutere la situazione con la poliziotta, è diventata infastidita e ha richiesto che dimostro il mio documento di identità, che ho fatto. Anche se imballavo chiaramente per partire, è rimasta vicino a me, mi guardando il tempo intero, finché ho finito di imballare. Ha richiesto poi che porto le mie cose alla mia automobile, farli le valigie dentro e poi lasciare Forlì. Ma ho insistito di andare a una bar amichevole vicino dove sono stato consentito lasciare le mie cose, così fuggire dal "suolo publico" della poliziotta. La poliziotta ha andata via.
Con questo pretendo che la poliziotta mi aveva trattato ingiustamente ed illegalmente in diverse maniere:
1)- Lei aveva agito contrariamente a ciò che l'avvocato del Sindaco mi aveva detto;
2)- E, indipendentemente da cui l'avvocato di Sindaco aveva detto, lei non ha avuto il diritto fermarmi suonando per strada affatto, poiché non era necessario per me prendere una licenza per suonare per strada perché non suono per strada (perciò "occupando suolo pubblico") per MOTIVI di guadagno finanziario che è al cuore di questa considerazione. Questo è chiaramente dimostrato dal fatto che io sempre (su ogni occasione durante l'ultimo 9 anni) suono con un grande cartello che legge: "NON DATE NIENTE!......Se pensate che vi devo qualcosa per il disturbo di suonare davanti a voi......PRENDETE pure dal custodio del sassofono". Tutti hanno il diritto per occupare suolo pubblico senza una licenza se può essere mostrato che non fanno così per i motivi di profitto o per il commercio. Questo include anche il diritto di occupare quel spazio per almeno 4 ore senza dover muoversi e con le cose personali altrettanto (il bagaglio) che egli/lei può portare lì dalla mano, compreso l'uso di un carrello, almeno che uno non ostruisce il traffico né abusando il pubblico.
Oltre, ci sono le regole sull' "inquinamento acustico" che dichiara che tutti hanno il diritto, senza un permesso speciale per tale, fare un certo livello di rumore o suono durante certe ore stipulati per quel luogo. Ed comunque, questo è solo una competenza secondaria per la polizia, il competenza primario essendo con l'ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente) o con qualcuno ha addestrato nell'uso di un sonometro per determinare il livello del suono.
Per qualsiasi delle considerazioni menzionato prima deve essere lì un reclamo legittimamente giustificato e ragionevole;
3)- E, perché non avevo iniziato a suonare ancora, solo una di queste considerazioni sarebbe potuto essere in alcuna maniera pertinente - ostruendo il traffico - che ero pronto a adattare a se mi aveva dato una possibilità.
4)- E perché non avevo fatto niente illegale e perché ho avuto il diritto di portare le mie cose a qualunque posto che ho scelto, compreso tenerli per un periodo limitato di tempo sul suolo pubblico, non ha avuto il diritto di provare a forzarmi via dalla strada, nella mia automobile, e poi lasciare la città.
Non vedo alcuna ragione perché dovrei sprecare il mio tempo di nuovo di ritornare all'ufficio di Sindaco per sentire la stessa storia che prima - che potrei suonare infatti per strada e di ritornare poi di nuovo alla strada per sprecare il mio tempo ancora in facendo tutte delle cose fuori per la mio spettacolo, soltanto di essere detto ancora una volta dalla polizia che non potrebbe eseguire e anche forse avere I miei strumenti confiscato per avendo "sfidato" la polizia.
Nel luglio del 2008, Berlusconi ha fatto uscire una Legge, detta Legge 125 sulla "pubblica sicurezza", dando a tutti i sindaci i poteri arbitrari ", che sono stati sempre utilizzati (da sindaci sia di destra o di sinistra), in contraddizione con le leggi nazionali. Tale Legge è stata usata spesso contro di me mentre suonando per strada e ho avuto spesso i miei strumenti sequestrati e costretti a pagare multe. Il mio sax e il mio sequencer musicale sono stati confiscati a Monterosso al Mare, Cinque Terre, La Spezia, all'inizio di settembre 2008, e non sono ancora stati restituiti a me. Sono stato costretto a comprare nuovi strumenti.
Se niente è fatto per correggere queste discrepanze, posso solo lasciare Forlì con un gusto cattivo nella mia bocca.
Perché sono stato trattato così questa volta potrebbe essere spiegato nel fatto che recentemente ho messo degli scherzi di Berlusconi nel mio spettacolo che sono diventano sempre più popolare. Ho usato alcuni di questi scherzi l'ultima volta che ho suonata in Forlì.
La Costituzione italiana protegge il diritto di libertà di espressione (che include il discorso e suonare la musica in pubblico). Da quando Berlusconi è venuto nel potere, c'è stato un'erosione continua e profonda di questa parte, non da menzionare la maggior parte delle altre parti, della Costituzione.
Jonathan Townsend
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Sindaco di Forlì, Emilia Romagna
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